La telefonata di “Mario” e ciò che Marco Accetti profeticamente disse di sapere nel 2013
Nel caso della scomparsa di Emanuela Orlandi esiste un elemento che merita di essere analizzato con particolare attenzione: la telefonata attribuita a “Mario” del 27 giugno 1983 e ciò che Marco Accetti riferì agli investigatori trent'anni dopo, nel 2013.
Il punto non è sostenere automaticamente che Accetti fosse uno dei telefonisti. Il punto è più circoscritto: quanto poteva effettivamente conoscere nel 2013 di una telefonata registrata nel 1983, e soprattutto da quali fonti poteva aver ricavato le informazioni che utilizzò per interpretarla? Una telefonata della quale non esisteva una riproduzione pubblica ma solo una trascrizione
La telefonata di Mario
La telefonata di “Mario” era stata registrata nel 1983 e faceva parte del materiale investigativo relativo al caso Orlandi.
Per molti anni, tuttavia, l'intera registrazione non risultò disponibile al pubblico. Della telefonata erano conosciuti e riportati soltanto alcuni passaggi. La documentazione citata nell'ambito delle successive indagini precisa infatti che negli anni erano stati diffusi soltanto piccoli brani della conversazione.
Questo è un elemento fondamentale.
La telefonata completa aveva una durata di circa 37 minuti, ma la sua versione integrale non entrò nella circolazione pubblica fino a molti anni dopo. La pubblicazione integrale dell'audio è avvenuta soltanto nel 2024.
Prima di allora esisteva dunque una differenza sostanziale tra:
- la registrazione originale conservata agli atti;
- la sua trascrizione;
- alcuni brevi brani conosciuti;
- l'audio integrale della conversazione.
La trascrizione del 2006
L'assenza di circolazione pubblica dell'audio integrale non significa però che il contenuto della telefonata fosse completamente sconosciuto.
Una trascrizione della telefonata era stata infatti predisposta nel 2006 dalla consulente Sonia Pallotti.
Questo introduce una distinzione essenziale nell'analisi di ciò che avvenne nel 2013.
Se Accetti conosceva alcuni elementi della telefonata, non è necessariamente possibile concludere che li avesse ascoltati direttamente dall'audio originale. Alcune informazioni erano sicuramente di sua conoscenza.
Di conseguenza, la domanda corretta non è semplicemente:
“Accetti ricordava una telefonata di 37 minuti dopo trent'anni?”
Una domanda del genere presupporrebbe che Accetti avesse effettivamente ascoltato l'intera telefonata nel 1983 e che nel 2013 ne ricostruisse il contenuto a memoria.
La questione documentale è invece più precisa:
Quali elementi riconobbe o interpretò nel 2013 e quali di questi erano già pubblicamente conoscibili prima del suo interrogatorio?
Il comportamento di Accetti nel 2013
Quando nel 2013 Accetti venne confrontato con la telefonata di “Mario”, non risulta che egli conoscesse preventivamente la durata complessiva della registrazione o l'intero contenuto.
Eppure riuscì però a mettere in relazione alcuni passaggi della telefonata con la propria ricostruzione degli eventi.
In particolare, attribuì significati specifici ad alcuni elementi e parlò anche della presenza di “codici”.
Questo è il punto che rende interessante il confronto.
Non si tratta semplicemente di una persona che dice:
“Questa voce la riconosco.”
Accetti fornì invece una chiave interpretativa attraverso la quale collegava elementi diversi delle telefonate del 1983.
“Barbarella”
Uno degli elementi più significativi è il riferimento a “Barbarella”.
Nel materiale relativo alle telefonate del 1983, “Barbarella” era il nome utilizzato dai telefonisti per indicare la ragazza che, secondo la narrazione dei presunti rapitori, era collegata alla scomparsa.
Accetti, molti anni dopo, fornì una propria spiegazione del nome, collegandolo a Santa Barbara de' Librari, la chiesa di Campo de' Fiori.
Nella sua ricostruzione, quindi, “Barbarella” non sarebbe stato semplicemente un nome inventato casualmente per indicare una ragazza, ma avrebbe avuto una funzione all'interno di un sistema di riferimenti e codici.
Questa è però una distinzione fondamentale: il fatto che Accetti attribuisca nel 2013 questo significato a “Barbarella” dimostra che egli fornì quella spiegazione; non dimostra da solo che quella fosse realmente l'intenzione dei telefonisti nel 1983.
L'elemento Avon
Un altro elemento è rappresentato dall'Avon.
Nelle telefonate relative a “Barbarella” compare il riferimento ai prodotti Avon. La ragazza viene descritta anche attraverso questo particolare.
Accetti inserisce successivamente l'elemento Avon nella propria interpretazione complessiva della vicenda.
Anche in questo caso il valore investigativo dipende da una domanda precisa:
Quanto era già noto pubblicamente dell'elemento Avon prima che Accetti venisse interrogato?
Se un'informazione era stata pubblicata ampiamente nel 1983, il suo possesso da parte di Accetti nel 2013 avrebbe un valore molto limitato.
Se invece si trattasse di un dettaglio presente soltanto in materiale investigativo non pubblico, la questione sarebbe diversa.
La distinzione tra informazione pubblica e informazione contenuta negli atti è quindi essenziale.
Pierluigi
Un discorso analogo riguarda Pierluigi.
Pierluigi è uno dei personaggi telefonici della vicenda e compare nelle comunicazioni dei giorni immediatamente successivi alla scomparsa.
Accetti, nella sua successiva ricostruzione, attribuì un significato specifico anche a questo nome e lo inserì all'interno della propria interpretazione dell'intera operazione.
Anche qui, tuttavia, non bisogna trasformare una dichiarazione di Accetti in un fatto storico accertato.
Il dato oggettivo è:
Nel 2013 Accetti collegò elementi delle telefonate del 1983 e fornì loro una spiegazione coerente con la propria versione dei fatti.
La questione investigativa è capire se quella spiegazione contenesse informazioni che egli non avrebbe potuto ricavare facilmente dalle fonti pubbliche disponibili.
Il problema della telefonata integrale
Qui ritorna il punto centrale.
La registrazione integrale della telefonata di Mario è stata resa pubblicamente disponibile soltanto nel 2024.
Prima di allora, secondo la documentazione citata nelle ricostruzioni investigative, erano circolati soltanto brevi brani.
Questo significa che bisogna evitare un errore metodologico.
Non si può dire:
“Accetti conosceva la telefonata integrale nel 2013, quindi doveva averla ascoltata nel 1983.”
Ma non si può neppure ignorare il problema.
Se una persona nel 2013 fornisce spiegazioni particolarmente precise su una conversazione di circa 37 minuti, bisogna stabilire quali parti della conversazione erano effettivamente accessibili pubblicamente prima del 2013.
La presenza della trascrizione del 2006 rende inoltre necessario verificare quali informazioni fossero contenute nella trascrizione e quali invece fossero presenti soltanto nell'audio.
Il vero nodo dell'analisi
La questione può essere quindi rappresentata così:
1983 → registrazione originale
↓
2006 → trascrizione della telefonata
↓
prima del 2013 → soltanto alcuni brani conosciuti pubblicamente
↓
18 aprile 2013 → Accetti interpreta alcuni elementi della telefonata
↓
2024 → pubblicazione dell'audio integrale
Questo schema rende evidente perché il comportamento di Accetti nel 2013 meriti di essere analizzato con precisione.
Il fatto che l'audio integrale sia stato reso pubblico soltanto nel 2024 non dimostra da solo che Accetti conoscesse la registrazione nel 1983.
Ma pone una domanda precisa:
Quali informazioni utilizzò Accetti nel 2013 che non poteva ricavare dai pochi brani pubblicamente circolati e dalla documentazione già disponibile?
Ricordo personale o conoscenza documentale?
C'è poi un'altra questione.
Una telefonata di circa 37 minuti avvenuta trent'anni prima è un materiale molto diverso da una breve conversazione.
Anche ammettendo che Accetti fosse stato presente durante la telefonata, sarebbe metodologicamente scorretto affermare automaticamente che nel 2013 ne ricordasse integralmente il contenuto.
Per questo è importante distinguere tra:
- riconoscimento di una voce;
- riconoscimento di una singola frase;
- conoscenza del contenuto attraverso una trascrizione;
- ricordo personale di un episodio avvenuto trent'anni prima;
- conoscenza di informazioni non pubbliche.
Sono cinque situazioni completamente diverse.
Il loro valore probatorio non è equivalente.
La questione più interessante
L'elemento più interessante, quindi, non è semplicemente che Accetti abbia “riconosciuto Mario”.
È il fatto che nel 2013 egli sembrò essere in grado di collegare tra loro diversi elementi della vicenda:
Mario, Barbarella, Avon, Pierluigi e i presunti codici.
La domanda investigativa diventa allora:
Da dove proveniva questa conoscenza?
Le possibili spiegazioni non sono necessariamente soltanto due.
Potrebbe derivare da:
- informazioni pubblicate dalla stampa;
- informazioni contenute nella trascrizione del 2006;
- informazioni provenienti da altre fonti investigative;
- ricordi personali;
- una conoscenza diretta dei fatti;
- oppure una combinazione di queste possibilità.
Per stabilire quale spiegazione sia più plausibile occorre fare un confronto rigoroso tra ciò che Accetti disse nel 2013 e ciò che era effettivamente conoscibile prima del 18 aprile 2013.
Conclusione
Il dato più solido non è che Accetti abbia dimostrato di essere l'autore delle telefonate.
Questa conclusione non può essere ricavata semplicemente dal fatto che nel 2013 abbia fornito interpretazioni della telefonata di Mario.
Il dato interessante è un altro.
La telefonata integrale di Mario, lunga circa 37 minuti, non era allora un documento normalmente disponibile al pubblico. Prima del 2024 risultavano circolati soltanto brevi brani, mentre una trascrizione era già presente nella documentazione investigativa dal 2006.
Accetti, nel 2013, mise in relazione alcuni elementi della telefonata con una propria ricostruzione e attribuì significati specifici a riferimenti come Barbarella, Avon e Pierluigi.
Questo non costituisce, da solo, una prova definitiva.
Ma rende possibile una verifica molto più precisa:
Bisogna prendere ogni singola informazione utilizzata da Accetti nel 2013 e stabilire se fosse già pubblicamente disponibile, se fosse contenuta nella trascrizione del 2006 oppure se provenisse da materiale che, all'epoca, non era accessibile al pubblico.
È proprio questo confronto, più che il semplice “riconoscimento” della telefonata, a poter determinare quanto siano significative le dichiarazioni di Accetti.
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Entità e Fonti Collegate all'Inchiesta
Matrice delle Relazioni e Riscontri Formali
| Soggetto | Relazione Logica | Oggetto / Evento | Qualificazione | Fonte / Riferimento |
|---|---|---|---|---|
| Marco Accetti | ha interpretato | Mario | dichiarazione personale | Dichiarazioni del 2013 |
| Marco Accetti | ha collegato | Barbarella | dichiarazione personale | Dichiarazioni del 2013 |
| Marco Accetti | ha collegato | Campo dei Fiori | dichiarazione personale | Dichiarazioni del 2013 |
| Marco Accetti | ha collegato | Santa Barbara dei Librari | dichiarazione personale | Dichiarazioni del 2013 |
| Marco Accetti | ha interpretato | Avon | dichiarazione personale | Dichiarazioni del 2013 |
| Marco Accetti | ha interpretato | Pierluigi | dichiarazione personale | Dichiarazioni del 2013 |
| Sonia Pallotti | ha trascritto | Mario | documentazione investigativa | Trascrizione del 2006 |
| Mario | ha una registrazione integrale | Emanuela Orlandi | fatto documentale | Registrazione del 27 giugno 1983 |
| Mario | audio integrale reso pubblico nel | 2024 | fatto documentale | Pubblicazione dell'audio integrale |