Caso Gregori-Orlandi: ragazze adescate e rapite, circuite da criminali in grado di convincerle a seguirli

Caso Gregori-Orlandi: ragazze adescate e rapite, circuite da criminali in grado di convincerle a seguirli

Partiamo da Mirella

Secondo il racconto di Marco Accetti, Mirella non sarebbe stata realmente rapita, ma coinvolta in un allontanamento volontario organizzato nell'ambito di un finto sequestro a fini intimidatori. A Mirella sarebbe stato fatto credere che il padre fosse indebitato e che i suoi problemi economici, legati alla ristrutturazione del bar di via Volturno, fossero stati risolti. Parallelamente, sarebbe stata fatta innamorare di un giovane per indurla ad allontanarsi volontariamente.

Accetti ha sostenuto che Mirella avrebbe poi vissuto per alcuni anni in via Santa Teresa D'Avila e che, nel 1993 o 1994, sarebbe stato organizzato un incontro con la madre a Villa Borghese. Sulla sua sorte finale ha invece dichiarato di non sapere nulla, ipotizzando che potesse trovarsi in Svizzera con il giovane.

Ma c'è un punto fondamentale che mette in crisi questa ricostruzione.

Se Mirella era già d'accordo con Accetti e sapeva di partecipare a una messinscena, perché avrebbe dovuto inventare la storia di Alessandro?

La spiegazione più semplice è che non fosse affatto d'accordo.

Mirella si aspettava realmente Alessandro. La citofonata non sarebbe stata quindi una parte di una messinscena concordata, ma l'ultimo momento prima dell'allontanamento: la ragazza credeva di andare incontro ad Alessandro e invece fu rapita.

In questa prospettiva, anche l'idea che Mirella fosse consapevole e consenziente potrebbe essere stata, essa stessa, parte della messinscena.

Passiamo a Emanuela

Secondo il racconto di Marco Accetti, anche la scomparsa di Emanuela sarebbe stata un allontanamento volontario temporaneo, presentato come un finto sequestro a fini intimidatori e politici. A Emanuela sarebbe stato fatto credere che il padre fosse a conoscenza dell'allontanamento e che fosse in difficoltà perché rischiava il licenziamento e lo sfratto dal Vaticano.

Accetti ha raccontato di averla accompagnata e nascosta in diversi luoghi di Roma, sostenendo di aver avuto la responsabilità della ragazza fino al suo arresto nel dicembre 1983. Ha inoltre dichiarato di essere stato il telefonista e l'autore di alcune comunicazioni anonime alla famiglia.

Anche qui, però, c'è un elemento che rende problematica la sua ricostruzione.

Emanuela non sapeva di partecipare a una messinscena.

L'incontro con l'uomo che le propose il lavoro per l'Avon e la successiva telefonata alla famiglia potrebbero infatti essere stati semplicemente una coincidenza, non elementi di un piano concordato con Emanuela.

Emanuela potrebbe aver creduto realmente all'offerta di lavoro e, proprio per questo, averne parlato in famiglia. La telefonata successiva avrebbe poi confermato ai familiari che qualcosa di concreto stava accadendo.

Se l'obiettivo era rapirla, non era quindi necessario che Emanuela conoscesse il vero piano. Al contrario, la sua inconsapevolezza spiegherebbe perché l'offerta Avon e la telefonata appaiano come eventi reali e spontanei, utilizzati successivamente come elementi della messinscena.

In questa prospettiva, come nel caso di Mirella, l'idea dell'«allontanamento volontario» potrebbe essere stata costruita intorno alla ragazza, senza che la ragazza fosse realmente consapevole di parteciparvi.+

Conclusioni

Se si mettono in fila gli elementi disponibili e si prova a leggerli in maniera puramente razionale, emerge uno scenario che non coincide facilmente con quello di due allontanamenti volontari o di una semplice messinscena.

In entrambi i casi sembra infatti possibile individuare un elemento comune: l'adescamento. Le ragazze potrebbero essere state avvicinate attraverso pretesti credibili, facendo leva sulla loro fiducia e inducendole a seguire spontaneamente una persona che, in realtà, aveva altri scopi.

È un meccanismo compatibile con un'azione pianificata: prima conquistare la fiducia della vittima, poi farla uscire dal suo ambiente abituale e infine condurla in un luogo dove poter esercitare il controllo su di lei.

A questo punto si apre però una domanda ancora più inquietante: chi aveva interesse a farlo e perché?

Se dietro le due scomparse vi fosse effettivamente un unico disegno criminale, non si potrebbe escludere la presenza di un soggetto — un semplice killer, oppure una figura con caratteristiche riconducibili a un serial killer — che agiva per un proprio scopo personale oppure su commissione.

In quest'ultima prospettiva, il rapimento non sarebbe stato necessariamente il fine ultimo, ma uno strumento. Le ragazze avrebbero potuto essere utilizzate per ottenere informazioni, costruire un dossieraggio, esercitare pressioni su determinate persone oppure realizzare forme di ricatto.

Naturalmente, questa rimane un'ipotesi interpretativa e non una conclusione giudiziaria. Ma, sul piano strettamente razionale, l'elemento dell'adescamento merita di essere considerato come una possibile chiave di lettura comune dei due casi.

Non due ragazze che decidono autonomamente di scomparire, dunque, ma due ragazze che potrebbero essere state convinte a seguire qualcuno. E proprio dietro quel qualcuno potrebbe trovarsi Marco Accetti.

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Entità e Fonti Collegate all'Inchiesta

Person: Emanuela Orlandi | Cittadina vaticana quindicenne scomparsa a Roma il 22 giugno 1983, al centro degli indizi e riscontri documentali.
Person: Marco Fassoni Accetti | Fotografo romano autoaccusatosi dei sequestri Orlandi e Gregori e autore della numerazione degli indizi probatori.
Person: Mirella Gregori | Studentessa quindicenne scomparsa a Roma il 7 maggio 1983, richiamata negli indizi su abiti, telefonate e appostamenti.

Matrice delle Relazioni e Riscontri Formali

Soggetto Relazione Logica Oggetto / Evento Qualificazione Fonte / Riferimento
Marco Fassoni Accetti autoaccusa e produzione indizi Emanuela Orlandi dichiarazione testimoniale Verbali Procura di Roma 2013-2023
Marco Fassoni Accetti autoaccusa e produzione indizi Mirella Gregori dichiarazione testimoniale Verbali Procura di Roma 2013-2023
Marco Fassoni Accetti rivelazione trafugamento salma Caterina Skerl verificata giudizialmente Indagine Squadra Mobile 2023